21 Febbraio 2019

Un posto al cinema - Irrational Man

Irrational Man di Woody Allen

Woody Allen ha compiuto 80 anni poche settimane fa e tutti lo abbiamo celebrato nel modo che si merita. Il suo nuovo Irrational man tocca molti temi che sono cari al nostro: Joaquin Phoenix è Abe, un bel filosofo con la panza che preferisce l’alcol alla vita, che per tirare a campare è costretto a fare lezioni in un college, è impotente ma tutte le donne gli si gettano ai piedi. Emma Stone è la studentessa Jill che progressivamente gli si avvicina e ne subisce il fascino. Un giorno i due ascoltano casualmente una disperata madre che si è vista togliere la tutela di un figlio da parte di un giudice totalmente insensibile. Abe, in quel preciso momento, sente di poter fare qualcosa per quella donna e così ridare un senso alla propria vita.
Il libero arbitrio, la vita che non ha più senso, la menzogna, la morte, i dilemmi morali, l’amore e la fortuna sono da sempre i temi del cinema di Woody Allen e anche in quest’ultimo lavoro sono assai presenti. Kant, Kierkegaard, Sartre e Dostoevskij si mischiano senza soluzione di continuità.
È giusto mentire? Un reato può essere moralmente giusto? Quali sono i confini dell’etica? Sono tante le domande che si ponevano i grandi filosofi ma poi bisogna passare dalla teoria alla realtà. Woody lo fa con un tono da commedia romantica, ci sono battute fulminanti (non moltissime a dire il vero) e i paradossi sono anche divertenti ma è lo spirito “nero” che prevale. Il film vorrebbe assomigliare a Match Point o a Crimini e misfatti, sta però a metà strada, un po’ come Pallottole su Broadway ma con molto meno humour: ci sono le suggestioni dense di significato a livello filosofico ma le domande sono talmente tante che forse si perdono.
Woody fa sempre lo stesso film e forse questo Irrational man non aggiunge nulla alla sua sterminata filmografia, ma fa sempre piacere passare un’ora e mezza con lui.

La redazione di cinequanon.it

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