Winston Graham e la saga dei Poldark




Sferzate dai venti impetuosi della Cornovaglia, abbagliate da lampi di sole che all’improvviso squarciano le nubi che hanno appena generato violenti piogge, illuminate dalla luna piena che si riflette magica sull’acqua di fronte Hendrawna Beach, si svolgono, a partire dal 1783, le vicende della famiglia Poldark, in particolare del capitano Ross che, tornato finalmente a casa dopo essersi speso per la patria nella Rivoluzione americana, trova ad attenderlo più di una situazione inaspettata e di non facile soluzione: dalla rovina della casa di famiglia e delle miniere che un tempo avevano prosperato, all’abbandono da parte della fidanzata, in procinto di convolare a nozze con un altro uomo… Ma Ross non si da per vinto e si rimbocca le maniche, sfidando quasi quotidianamente avversità, nemici, pericoli, insidie e cattiverie; prove, queste, che faranno di lui l’uomo ribelle ma giusto, severo ma saggio da cui è difficile non essere attratti e le cui (dis)avventure ci terranno compagnia per ben dodici romanzi (e, una volta finiti questi – editi da Sonzogno -, ci si può sempre dedicare alla visione della bella serie tv avviata nel 2015). Il prolifico Winston Graham (1908-2003) ha scritto questo “romanzo della Cornovaglia”, tradotto in ventiquattro lingue, tra il 1945 e il 2002 e, nel contempo, è riuscito a dedicarsi alla stesura di più di trenta altre opere (tra cui, nel 1961, Marnie, portata sul grande schermo da Alfred Hitchcock nel 1964) tra romanzi e saggi (l’ultimo dei quali, Memoirs of a Private Man, la sua autobiografia, è uscito postumo nel 2003). Affiancando la lettura dei romanzi alla visione della serie tv è impossibile non lasciarsi trasportare dalle vicissitudini che contraddistinguono le vite di Ross e della selvaggia Demelza, della snob Elizabeth e dell’ingenuo Francis, dell’affascinante dottor Enys e della bellissima Caroline, della sensibile Verity e dell’imperscrutabile capitano Blamey… per i quali tutti “La vita era un ciclo di difficoltà che andavano affrontate e ostacoli che bisognava superare.”

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