WORKING CLASS HEROES- IL NEW JERSEY CANTATO DA BRUCE SPRINGSTEEN

Domani, sabato 15 dicembre 2012, presso la Biblioteca civica di Busto Arsizio, verrà inaugurato dalle ore 17.30, il reportage fotografico “WORKING CLASS HEROES- IL NEW JERSEY CANTATO DA BRUCE SPRINGSTEEN”, realizzato dal fotografo freelance Emanuele Reguzzoni e allestito dalla curatrice Veronica Azzimonti all’interno del progetto  SPAZIO ARTE GIOVANI, rivolto alla presentazione di giovani artisti, curatori, scrittori e poeti di Busto Arsizio e provincia.
Il reportage, è frutto di un viaggio on the road nel New Jersey, nello specifico, i luoghi immortalati sono quelli della città di Asbury Park, che da il nome a “GREETINGS FROM ASBURY PARK NJ” il primo album di Springsteen del 1973.
Noi di Viva abbiamo contattato il fotografo, Emanuele Reguzzoni, per farci raccontare qualcosa in più su questo progetto, prima dell’inaugurazione:
  • Ci puoi raccontare com’ è nato questo progetto? È arrivato prima il NJ o tutto è partito proprio dalle canzoni di Springsteen? E com’è stato seguire un itinerario lasciandosi guidare dalla musica?
WORKING CLASS HEROES, è un progetto nato per caso e che ha avuto un periodo di gestazione un po’ lungo dato che le foto risalgono all’ottobre del 2009.
Nel 2009 infatti ero a New York, ospite di un mio amico che lavorava là e la settimana prima che ripartissi per l’Italia, abbiamo noleggiato una macchina e girato il New Jersey. In auto ascoltavamo solo Springsteen, il mio compagno di viaggio è un suo grande fan, e percorrere questo itinerario  lasciandoci guidare dalla musica del Boss è stato facile, in quanto conosceva ogni aneddoto sulla sua vita e sulle sue canzoni. In quasi tutte le canzoni di Springsteen c’è un richiamo a casa sua Il New Jersey. Una persona vera nata dalle Meadowlands (le paludi del NJ), legata a doppio filo all’amore/odio per la sua terra e ai sogni ed incubi della sua gente. Odio, per l’esigenza di scappare, amore perché alla fine ci ha fatto sempre ritorno. Per tutti laggiù è Bruce, punto. Poco importa se  Asbury Park, la vera meta del viaggio, sia una cittadina ormai allo sfascio con un sacco di edifici dismessi. Li si respira l’essenza del Rock!
  • Che idea ti sei fatto di quella parte d’America che hai immortalato con questo progetto?
Dopo aver passato qualche settimana a New York e trovarmi solo a pochi km nel New Jersey, è stato un po’ disarmante: ho apprezzato subito l’autenticità di quei paesaggi. Un America vera a tratti decadente, assolutamente affascinante. Grandi  distese verdi ed enormi paludi intervallate da siti industriali e da piccoli paesi fatti di edifici bassi e case di legno con il portico e la bandiera americana in bella vista.
  • All’inaugurazione, verrà letto anche un racconto breve “Ultimo”, dello scrittore emergente Paolo Gamerro , ed ispirato al tuo reportage. Inoltre realizzerai una piccola performance. Puoi anticiparci qualcosa?
Posso solo dire, che vorrei ritrarre il rapporto tra spettatore e fotografia.
La mostra è visitabile fino al 19 gennaio 2013.
 Orari di apertura : da lunedì a venerdì 9.00 – 19.00 sabato 9.00 – 18.00

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